21
giu

0
Siderweb - La Community dell'acciaio

Mollifici: un’industria rafforzata dalla crisi

Riportiamo l’articolo di Fiorenza Bonetti pubblicato su Siderweb – La community dell’acciaio in cui viene intervistato Angelo Cortesi, presidente dell’ANCCEM.

 

Cortesi (ANCCEM): «Il sistema italiano è un esempio virtuoso di industria 4.0»

Torre De’ Busi (LC) - Innovativo e solido. Con questi due aggettivi si potrebbe riassumere il DNA del comparto dei mollifici italiani, settore che conta circa 180 aziende di piccole e medie dimensioni. «Le imprese italiane produttrici di molle sono innovative, attrezzate e ben instradate nel percorso che porterà all’industria 4.0 – ha dichiarato Angelo Cortesi, presidente di ANCCEM, l’associazione nazionale dei mollifici italiani -, ma abbiamo ritenuto comunque che questo tema dovesse essere centrale nell’edizione 2016 della nostra assemblea annuale. L’obiettivo che ci siamo prefissati è stato di permettere ai nostri associati di comprenderne appieno tutte le potenzialità per la continua crescita del nostro business».

Una consapevolezza fondata anche sul confronto diretto
«Un nostra delegazione ha sostenuto nel 2013 un viaggio di lavoro in Giappone e nel 2014 negli Stati Uniti. – descrive Cortesi – In quelle occasioni, visitando alcune aziende, è stato constatato quanto elevato fosse il livello di efficienza e di innovazione del sistema dei mollifici italiani». Qualità raggiunta in quanto «le nostre aziende, per operare nel nostro Paese, sono costantemente impegnate a fare fronte al pesantissimo fardello costituito da costi elevati e un’asfissiante burocrazia – commenta Cortesi -. Questi continui sforzi per tentare di non soccombere sotto a questi pesi hanno portato gli imprenditori italiani a puntare sempre con maggiore decisione all’innovazione: vero elemento cruciale per competere nei mercati internazionali». Una sfida che i mollifici italiani hanno dimostrato di aver già vinto, visto il tasso medio di export che supera anche il 60% del totale, traendo giovamento anche «dall’aumento del raggio di distanza del valore delle molle», ha specificato Cortesi. Innovazione che, però, potrebbe coinvolgere in maniera più sistematica anche l’attività degli atenei nazionali. «A settembre del prossimo anno, a Taormina, ANCCEM organizzerà il 9th International Congress of Spring Industry – dice il presidente – e in quell’occasione intendiamo presentare ricerche realizzate da università del nostro Paese orientate specificamente alla ricerca applicata alle molle. Non sarà un obiettivo semplice, ma sarà un apripista per un rapporto sempre più stretto tra il mondo accademico e quello dei mollifici».

La crisi c’è, ma fa bene
«I mollifici italiani hanno camminato attraverso la crisi come qualsiasi altro settore manifatturiero – spiega Cortesi -, ma ne sono usciti rafforzati». A fronte di una limitata selezione, il presidente di ANCCEM sostiene infatti che il consolidamento si sia strutturato su tre elementi principali. «Le aziende nazionali hanno evidenziato un aumento dei loro utili, una contrazione del livello di indebitamento e la costante tendenza all’investimento – spiega Cortesi -, restituendo al mercato l’immagine di un settore ancora più solido che in passato». Certo, il tempo è cambiato, «siamo consapevoli che le grandi crescite sono ormai alle nostre spalle e che i cicli economici siano sempre più corti» continua Cortesi, «ma operare in maniera positiva significa anche evidenziare flessibilità e lucidità nelle lettura delle nuove traiettorie dei mercati di riferimento del proprio business».

AAA: filo di qualità cercasi
Qualità del filo e quindi qualità della vergella d’origine. Il marchio di fabbrica della produzione di molle italiane è sempre più volto verso l’alto. «Per questo le nostre aziende sono sempre alla ricerca di fornitori, di trafilerie, che siano in grado di garantirci materia prima di ottima qualità – spiega Cortesi -. Inoltre, i nostri clienti ci richiedono sempre maggiore flessibilità. Aspetto che non possiamo che richiedere a nostra volta ai nostri partner commerciali». Un’evoluzione dalla quale nessuno può sentirsi escluso. È il mercato di oggi, del resto e, con ogni probabilità, anche di domani.