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COMUNICATO STAMPA – Un unicum per le associazioni di categoria: i mollifici a favore della sicurezza sul lavoro

Brescia, 24 novembre 2016 -

“Non solo non c’è al mondo nessuna associazione di mollifici che abbia realizzato un progetto di questo tipo, ma nemmeno c’è in Italia altra associazione di categoria che abbia promosso un’iniziativa simile per il proprio settore di appartenenza”, così presenta il progetto Angelo Cortesi, presidente di ANCCEM, la sigla che riunisce i mollifici italiani. Si tratta della nuova guida sulla sicurezza per il comparto molle, un’industria che conta circa 180 aziende di piccole e medie dimensioni, per un totale di più di 3600 dipendenti.

ANCCEM rappresenta i due terzi dei produttori nazionali; aziende sparse su tutto il territorio nazionale che spesso lamentavano applicazioni delle norme diverse a seconda della Regione di appartenenza o degli uffici di competenza. “Questa guida intende dare uniformità all’applicazione del D.Lg. 81/08 in materia di sicurezza”, spiega il Presidente Cortesi, “poiché interpretazioni differenti possono penalizzare molto chi si vede costretto ad adottare soluzioni onerose per rischi più presunti che reali, rispetto ad altri che hanno goduto di un’interpretazione più elastica.”

L’iniziativa nasce dal desiderio di definire delle linee guida mirate, tarate su un settore specifico. La guida è utile però anche per chi non fa molle: il problema dell’analisi dei rischi sulle macchine è stato affrontato con un metodo esportabile su qualsiasi tipologia di impianto, dalla trafila al tornio. E, a distanza di pochi mesi dalla presentazione, ci sono già altre associazioni che hanno manifestato interesse per il progetto e che prevedono di seguire questo esempio.

Membro associato della European Spring Federation, ANCCEM, che ha sede a Brescia, fin dal 1972 promuove ricerche ed iniziative a favore dei mollifici italiani, organizzando work-shop, convegni, seminari di formazione; ma anche pubblicando manuali tecnici e procedure. Quella dei mollifici è una branca che ha reagito piuttosto bene alla crisi del 2008, rispondendo con un’aumentata dose di investimenti in tecnologia e innovazione. Un ambito definito “a basso impatto infortunistico”, che riserva una speciale attenzione al tema della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro.

“È una questione culturale, un sintomo di civiltà”, conclude Cortesi, “La prevenzione dei rischi e la tutela della salute dei lavoratori devono essere condivisi da tutti gli imprenditori.”